Forse

Forse

«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma», così almeno enunciava Lavoisier, un illustre scienziato francese del 1700, consegnando al mondo la legge della conservazione della massa.
Forse questo postulato vale anche per l’immaginazione, verrebbe da pensarlo se anche inventori famosi come Edison asserivano di riuscire a catturare concetti e idee che si trovavano al di fuori di loro, quasi fluttuassero, sospesi nell’aria, accessibili a chiunque.

E se tutto quello che è accaduto sin dall’inizio dei tempi avesse lasciato una traccia, una vibrazione sospesa nell’ambiente, accessibile a chi possiede la sensibilità per coglierla, la giusta volontà e le capacità di combinare i pezzi assieme assemblando qualcosa di unico?

In fondo avrebbe una funzione riequilibratoria, finalmente un luogo dove la verità non è manipolabile: una parziale compensazione per tutte le omissioni della Storia?

Quante volte ci è sembrato di aver realmente vissuto quello che abbiamo solo immaginato o sognato? Se quelle sensazioni così palpabili sono riuscite a tracciare un solco dentro di noi, è solo frutto della nostra fervida immaginazione? Oppure qualcosa è rimasto, anche dopo che ossa e muri ritornano alla polvere?

Forse un evoluto olfatto interiore potrebbe intuire forme e ombre a partire dalle frequenze alle quali è vibrato un evento che si è impresso come un ricordo nell’ambiente. E se un mondo che sembra impossibile anche solo da immaginare, fosse realmente esistito e qualcosa fosse sopravvissuto? Certe cose esistono, sono esistite, non c’è bisogno di immaginarle.

 

Dario GS

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