“Sotto la polvere” & “L’ultima Figlia” – Praeter Imperfectus – la trilogia

Quale prezzo ha dovuto pagare l’umanità per smorzare il gelido soffio della morte e strappare dalle mani del caos lo spaventoso abisso che si schiude a un passo dalla rassicurante quotidianità cui ci aggrappiamo?
Tuttavia, nemmeno il potere più elevato riesce a mettere a tacere per sempre certi fantasmi. La verità trova sempre il modo di tornare a galla.
In un mondo immerso in una obnubilante quotidianità, in cui tutto sembra già deciso e in cui nulla è come appare, solo un evento inatteso e apparentemente insignificante può sfuggire a ogni controllo e destabilizzare lo status quo. Cosa accadrebbe se una di queste rare schegge impazzite aprisse uno squarcio nella trama del tempo, e fosse possibile affacciarsi sull’abisso di un passato dimenticato dalla storia vedendo ciò che realmente è accaduto, quello che nessuno doveva sapere?

Quel tempo sembra essere arrivato…

I sinistri echi di una minaccia, sconvolgente come solo una verità nascosta riesce a essere, spingono un uomo divorato da una sconfinata ambizione sulle tracce di una donna che sembra venire da un’altra epoca, un tempo intriso di antichi segreti, e in cui tutto sembra già essere accaduto. Ossessionato dalla convinzione che lei possieda la chiave che apre ogni porta, rincorrerà sino alla perdizione un’ombra defilata e inafferrabile come un fantasma.







Thriller: “Sotto la polvere, primo volume della Trilogia Praeter Imperfectus”


Trhiller: “L’ultima figlia, secondo volume della Trilogia Praeter Imperfectus”

Forse

Forse

«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma», così almeno enunciava Lavoisier, un illustre scienziato francese del 1700, consegnando al mondo la legge della conservazione della massa.
Forse questo postulato vale anche per l’immaginazione, verrebbe da pensarlo se anche inventori famosi come Edison asserivano di riuscire a catturare concetti e idee che si trovavano al di fuori di loro, quasi fluttuassero, sospesi nell’aria, accessibili a chiunque.

E se tutto quello che è accaduto sin dall’inizio dei tempi avesse lasciato una traccia, una vibrazione sospesa nell’ambiente, accessibile a chi possiede la sensibilità per coglierla, la giusta volontà e le capacità di combinare i pezzi assieme assemblando qualcosa di unico?

In fondo avrebbe una funzione riequilibratoria, finalmente un luogo dove la verità non è manipolabile: una parziale compensazione per tutte le omissioni della Storia?

Quante volte ci è sembrato di aver realmente vissuto quello che abbiamo solo immaginato o sognato? Se quelle sensazioni così palpabili sono riuscite a tracciare un solco dentro di noi, è solo frutto della nostra fervida immaginazione? Oppure qualcosa è rimasto, anche dopo che ossa e muri ritornano alla polvere?

Forse un evoluto olfatto interiore potrebbe intuire forme e ombre a partire dalle frequenze alle quali è vibrato un evento che si è impresso come un ricordo nell’ambiente. E se un mondo che sembra impossibile anche solo da immaginare, fosse realmente esistito e qualcosa fosse sopravvissuto? Certe cose esistono, sono esistite, non c’è bisogno di immaginarle.

 

Dario GS

Le storie oscure, il buio e la luce

Le storie oscure, il buio e la luce

Sono attratto dalle storie oscure, dale vicende che si evolvono sullo sfondo di un mondo decadente, eternamente in bilico tra il baratro della distruzione e la speranza di salvezza. Trame che viaggiano sul confine, ma ancora agganciate alla realtà, seppur labilmente.

Mi piacciono i protagonisti intensi, estremi, corrosi dall’ambizione e le parole che sanno toccare le parti più nascoste dell’anima. Siamo esseri complessi, sappiamo essere compassionevoli e allo stesso tempo siamo paradossali e istintivamente ipocriti, siamo una miscela di tutto ciò che è bene e male, ma questo diventa più evidente quando ci imbattiamo in una situazione che ci sbatte con le spalle al muro. I protagonisti di queste storie vivono in un mondo dominato da tensioni terrificanti, dove ogni evento li mette a nudo, evidenziando tutto il bene e il male che alberga nel loro animo. La trama scava fino a raggiungere gli angoli più bui della loro anima e ci fa conoscere i loro obiettivi, le contraddizioni, i difetti di carattere, i segreti più oscuri e i tratti migliori delle loro personalità. Sono reali, insomma, e ai nostri occhi diventano credibili.
Ma una storia oscura, anche se può sembrare un controsenso, per piacere ha bisogno della luce che la faccia risaltare, non è solo un buco nero in cui trovano posto unicamente  morte e depressione.
Le atmosfere tenebrose, gotiche, possiedono un’energia che contrasta con l’inerzia della disperazione e della depressione. La rassegnazione può anche fare la sua comparsa, ma non è destinata a durare perché i protagonisti, per quanto schiacciati da forze preponderanti, sono animati dall’energia indomabile dei ribelli che insorgono contro ogni genere di sopruso. Senza risparmiarsi contrastano un male oscuro fino all’ultima pagina.
Tuttavia, la presenza di un lato oscuro non giustifica la mancanza di una morale, le situazioni difficili non giustificano una condotta scorretta. Sono convinto che le parole abbiano un impatto e un significato e non vadano mai abusate. Allo stesso modo la violenza gratuita, non necessaria, non fa di una storia un buon libro.
Quello che ci piace è incontrare personaggi in lotta contro le situazioni difficili, perché ci ispira e ci mostra che anche noi siamo in grado di affrontare i nostri problemi. Questo è ciò che rende così affascinante il lato oscuro nella narrativa. Non tanto l’oscurità, ma ciò che il lettore può scorgere sul versante opposto. Non è indispensabile che ogni cerchio si chiuda perfettamente, che ogni domanda trovi una risposta esatta, ineccepibile, in fondo il mondo è disordinato e spesso insensato, pieno di questioni senza risposta, di temi che non possono venire nemmeno sondati.

Dario GS